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Note informative sul mondo ICT o della Solidarieta’ Sociale

L’accesso worldwide alla rete

In occasione della pubblicazione delle statistiche sul sito Internet World Stat si possono fare molte considerazioni sulla distribuzione degli accessi alla rete, da una parte si nota la permanenza di un divario tra le diverse regioni del Mondo nella penetrazione della tecnologia, ma anche una imponente crescita di utilizzatori nei Paesi cosidetti in via di Sviluppo.

A fine 2011 il 44% degli utilizzatori della rete vive in Asia, contro un 22% dell’Europa, che e’ il secondo continente per numero di utenti.

Maggiori dellagli sul sito : http://www.internetworldstats.com/stats.htm

Missione in Uganda con Informatici Senza Frontiere

Ho appena portato a termine la trasferta di due settimane in Uganda, organizzata con la associazione ISF – Informatici Senza Frontiere.

E’ stata davvero una grande opportunita’ professionale e di vita,  e volevo riportare le prime impressioni a caldo.

In sintesi : ad Angal abbiamo installato l’aggiornamento del software OpenHospital e portato qualche miglioramento nella gestione informatica, mentre a Gulu, presso il campus dei Good Samaritan, ho eseguito un assessment e identificato i possibili interventi per poter migliorare il supporto di rete e dei personal computer.

La piu’ grande esperienza per me e’ stata la scoperta “da dentro” di un paese cosi’ complesso e difficile come l’Uganda, dove tutti (l’80%) hanno il telefonino, ma la maggior parte vive ancora in capanne con il tetto di latta o di paglia, e dove la richiesta di supporto sanitario e sociale e’ drammatica.

Mi sono ancora piu’ convinto della importanza delle tecnologie e del nostro lavoro: ci sono molte aree di nostro impegno che potrebbero aiutare nel miglioramento della situazione anche in questi contesti, e senza dubbio molte iniziative in corso hanno nell’utilizzo dell’ICT una dei possibili punti di forza, o di creazione di problemi… abbiamo quindi una potenzialita’ di valore aggiunto eccezionale!

Ho anche avuto la possibilita’ di vedere come lavorano gli operatori delle ONG sul posto, e quanto siano persone motivate e di grande spessore umano e professionale, forse la piu’ bella esperienza e’ stata proprio la loro conoscenza e il confronto con la poverta’ (di umanita’) che spesso incontro dalle nostre parti.

Informatica e solidarietà

L’ICT, con la sua evoluzione e diffusione sempre più capillare, rappresenta una eccezionale risorsa per migliorare la qualità e ridurre i costi dei servizi in ogni area di applicazione.

Tutti i settori industriali hanno ampiamente investito in tecnologie informatiche per migliorare i propri servizi e ridurre i costi, e anche nel mercato “consumer” sono evidenti la rapidità con cui cresce il numero dei pc installati, la diversificazione dei software e dei servizi utilizzati, l’aumento degli accessi a banda larga.

Ci sono oggi grandissime opportunità per ottenere risultati anche nelle implementazione delle tecnologie ICT nello sviluppo di soluzioni e servizi che possano affrontare, mitigare, e in alcuni casi risolvere, problemi legati alle difficoltà sociali e al miglioramento della qualità della vita.

Nella Sanità e nel supporto alla Persona c’è un grande fermento sui temi ICT, ma anche una carenza di strategie sia per gli aspetti relativi alle architetture e agli standard che per le scelte di tipo economico/finanziario.

La definizione e la applicazione di standard architetturali in questo settore potrebbe abilitare un incremento dell’utilizzo ICT con benefici sia per i pazienti (qualità ed estensione del servizio) che per il sistema sanitario (riduzione costi e semplificazione), introducendo servizi oggi non disponibili per effetto della eccessiva frammentazione delle soluzioni e delle iniziative.

Ci sono poi molti soggetti che operano nel Terzo Settore che non hanno punti di riferimento per le problematiche ICT, con conseguente dispersione di tempo e di risorse per condurre una gestione in proprio.

Questa situazione limita le possibilità di sfruttamento dell’ ICT per chi non dispone di aiuto e di skill, e introduce costi e impegno di tempo che potrebbero essere dirottati su altre attività.

Le aree della Sanità e del Terzo Settore hanno in comune, oltre ad molti strumenti operativi, la ricerca di un maggiore supporto alla mitigazione delle difficoltà sociali, e l’obiettivo di un generale miglioramento della qualità della vita.

Come soggetti impegnati nell’Innovazione non possiamo non cogliere questa opportunità, che diventa una sfida per chi pensa davvero che un mondo migliore sia possibile.

Possiamo finalmente coniugare tecnologie e supporto sociale, le occasioni nel prossimo futuro non mancheranno.

Claudio Tancini.

Web 2.0: mito, realtà e grandi potenzialità

Il Web 2.0 rappresenta un nuovo paradigma di utilizzo delle tecnologie ICT, ed un potenziale fattore di cambiamento anche dal punto di vista sociale.

La principale innovazione degli strumenti che ormai sono considerati parte di Web 2.0 (Youtube, Facebook, blog, forum, Secondlife, etc.) è quella di attivare una base tecnologica semplice, dove i contenuti e le informazioni sono inseriti dagli utilizzatori, e sono il vero valore dell’insieme.
In pratica si passa da una rete dove i contenuti sono studiati, preparati, e poi resi disponibili da alcuni soggetti specifici, ad una rete di soggetti e di contenuti che si evolve in dipendenza di questi: e’ una vera rivoluzione nell’utilizzo dei sistemi ICT.

Anche le Aziende si sono rese conto delle grandi potenzialità di questi sistemi, per poter ottenere benefici in termini di efficienza ed efficacia, soprattutto nelle strutture complesse e/o in grande evoluzione.
Questa e’ una area importante per il futuro di Web 2.0, ma comunque marginale rispetto a quella dei potenziali impatti sociali.

Qualcuno sostiene che Web 2.0 possa essere la prossima “bolla tecnologica”, cioè una innovazione destinata ad esaurire la priopria spinta nel volgere di pochi mesi, questo potrebbe accadere soprattutto se verranno sottovalutati alcuni fattori tecnologici,come il digital divide e la disponibilita di strumenti di accesso, e sociali, per esempio il digital divide culturale.
Il rischio di (ri)creare una elite e di perdere l’occasione di una di diffusione di massa, che rappresenterebbe la vera forza innovativa di Web 2.0, e’ elevato.

E’ quindi una sfida aperta non solo per i ricercatori e gli sviluppatori delle tecnologie, ma per tutto il corpo sociale e per i decisori politici.

Cerchiamo di non perdere questa occasione……

Claudio Tancini